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Che differenza c’è fra la carta bianca e la carta ecologica?

Che differenza c’è fra la carta bianca e la carta ecologica?
La carta bianca di solito è tradizionalmente la più utilizzata e considerata carta pura: ricavata dalla fibra di cellulosa, deve il suo colore   limpido e pulito a due differenti processi, dove uno vede l’utilizzo del cloro e l’altro no.

La carta ecologica e la carta riciclata non si ottengono allo stesso modo, anche se  entrambe puntano a una maggiore protezione dell’ambiente.Forse non tutti sanno che la carta ecologica può essere sia carta bianca, sia  ottenuta da un processo di riutilzzo rifiuti tramite la raccolta differenziata della carta. La differenza principale che risulta rispetto  alla carta bianca è il fatto che il colore bianco così perfetto non deriva dall’utilizzo di sostanze chimiche inquinanti anche se rimane il problema dell’utilizzo notevole di risorse naturali come l’acqua, ma l’utilizzo dell’ossigeno al posto del cloro come sbiancatore riduce molto il livello di inquinamento ambientale a suo favore.
La scelta migliore  è in ogni caso quella proveniente dalla raccolta diffreenziata della carta già utilizzata infatti il materiale che nasce  da un sistema di riciclaggio della carta, non deriva dal disboscamento delle foreste ma già da carta da macero. Con questa scelta, oltre a difendere le foreste e gli alberi, si risparmia anche una grossa mole di gestione dei rifiuti nella discarica, con un beneficio anche economico e non solo ambientale.

Il ruolo essenziale della carta in ufficio

In qualsiasi tipologia di ufficio, sia questo aziendale, di una cooperativa o di un ente pubblico, la carta è un elemento sovrano, che si trova in ogni situazione, in ogni angolo ed è un elemento essenziale per qualsiasi operazione, sia di routine o in differenti casi specifici che possono presentarsi durante le ore lavorative, e non solo… si pensi al comunissimo rotolo di carta igienica! Tutto questo poiché la carta in ufficio svolge un ruolo in ogni momento, presentandosi come “via di circolazione” per ogni tipologia di documento, sia questo una semplice circolare di ogni giorno o un documento ufficiale a cui ogni lavoratore deve far fronte, ma anche ad attestati e qualifiche riconosciute a membri dell’ufficio – o luogo di lavoro – dopo aver sostenuto corsi specifici o per dei meriti riconosciuti.

Ci sono anche carte particolari che sono molto utilizzate sia in ufficio che a casa, un esempio è la carta fotografica lucida che sta letteralmente mandando in pensione di fotografi.
Pure oggigiorno, dove l’avvento dei sistemi informatici son diventati basilari e vitali per ogni attività e quindi, onnipresenti anche negli uffici, la vecchia carta da ufficio non ha perso per nulla il suo valore, dato che si rivela importante ed essenziale; dalla semplice tabella degli orari settimanali sino alle documentazioni importanti, o alle circolari o, quando si tratta di dover firmare o far firmare un contratto di lavoro, ma anche quelli di vendita e di acquisto di prodotti o servizi.
In base al valore dei documenti, spesso la carta da ufficio viene differenziata, infatti non esiste una sola tipologia di carta da ufficio, i fogli infatti si differenziano per consistenza, calcolata per g/mq, e ciò lo si nota al tatto, presentando tipologie di fogli dal diverso peso e spessore. Un documento ufficiale infatti è solitamente stampato con fogli di carta dalla consistenza maggiore, quindi maggiormente spessi, atti a resistere maggiormente, che si pieghino più difficilmente dai documenti non ufficiali e che quindi, rivelano la loro maggior importanza.
La carta in ufficio è quindi essenziale e basilare ed è importante aver cura nella scelta delle caratteristiche, poiché vi son fogli di carta ben differenti ed è opportuno scegliere – e utilizzare – quelli più vicini alle esigenze dei documenti che si utilizzeranno, così da aver fogli di carta efficienti, che svolgano il proprio “lavoro d’ufficio” in modo esemplare e pratico.

Quale carta da ufficio scegliere per creare il flyer perfetto

CartaA4Una buona campagna pubblicitaria richiede una grande abilità di organizzazione ed un’attenta scelta dei materiali da utilizzare. Uno tra i fattori che solitamente non vengono presi troppo in considerazione quando si crea un’azione pubblicitaria tramite flyers è la tipologia di carta da utilizzare.
In realtà questo è un aspetto di notevole importanza, una scelta ben ponderata consentirà di abbattere in maniera considerevole le spese destinate all’acquisto del materiale.
Diversi sono i tipi di carta presenti sul mercato, alcuni più pregiati altri meno. Attenzione però all’acquisto, a volte scegliere una carta costosa non vuol dire scegliere il meglio. Come scegliere quindi il prodotto più idoneo?
Sicuramente un volantino stampato su carta di 400 gr crea un buon impatto nell’utente finale, ma se ragioniamo in termini di spesa un acquisto simile avrà poi successivamente un reale ritorno d’investimento?
Per capire meglio quale tipologia di carta e sopratutto quale grammatura scegliere è bene sapere che ad esempio la semplice carta d’ufficio in formato A4, quella utilizzata per una qualsiasi stampa o fotocopia possiede una grammatura di 80 gr al metro quadro. Una carta simile non è decisamente la miglior scelta, un po’ di umidità o poche gocce d’acqua ed i nostri volantini diverranno impresentabili o addirittura da buttare.
Solitamente i flyers vengono stampati su una carta dalla superficie patinata. Questa particolare tipologia di carta è più resistente e può ben sopportare delle semplici intemperie atmosferiche. E’ possibile acquistare carta patinata
in due varianti, nella versione lucida o in quella opaca. Quella opaca ha un aspetto più naturale ed è da preferire nel caso di flyers artistici, quella lucida è perfetta per pubblicità ed eventi.
Per quanto riguarda la scelta della grammatura, la carta patinata da 90 gr è senza ombra di dubbio la carta più richiesta e venduta. Economica, leggera, facile da stampare senza problemi di trasparenza in caso di stampa fronte/retro è la carta ideale per qualsiasi tipo di volantino.
Nel caso di volantini particolari o per presentazioni aziendali si può pensare di scegliere la grammatura di 135 gr, decisamente un buon compromesso fra qualità e prezzo.

La carta termica

carta termica per scontrini fiscaliIn quest’articolo parleremo di una tipologia di carta non direttamente legata alle stampanti da ufficio o a quelle domestiche, quanto più ai negozi o più in generale agli edifici commerciali aperti al pubblico. Si tratta della carta termica, utilizzata per lo più nella produzione dei rotoli di carta per i registratori di cassa, i classici scontrini.

La peculiarità di questo tipo di carta è quella di essere ricoperta da un lato da uno strato di emulsione composta da un colorante e da un particolare reattivo, che a prima vista fa sembrare la carta semi-lucida. Nel momento della stampa la testina viene surriscaldata, innescando una reazione chimica tra reattivo e colorante, facendo così apparire i caratteri sul foglio. Anni fa era largamente utilizzata anche per l’invio di fax, oggi la sua applicazione è quasi esclusivamente riscontrabile sulla stampa di scontrini fiscali con registratori di cassa.
Questa particolare caratteristica della carta termica è la causa per cui gli scontrini diventano illeggibili nel tempo, oltre a perdere il colore se avvicinati a fonti di calore come un caminetto o un termosifone.

Il primo terminale a funzionare con stampa termica venne introdotto nel mercato americano nel 1969, all’epoca la carta termica veniva realizzata con due metodi: con l’uso di un colorante chimico, affidabile ma più costoso e meno duraturo, e con l’uso di sali metallici.
Lo sbarco nei supermercati avvenne solo negli anni ’80, quando i giapponesi utilizzarono la carrta chimica ottenuta da colorante chimico per la produzione di stampanti per codici a barre, utilizzanti appunto nell’industria degli alimentari. Nei tardi anni ’80 e nei primi ’90 la carta termica venne utilizzata anche con sistemi di stampa a laser, di elettrofotografia e in modo più ridotto in stampanti a getto d’inchiostro. La sua applicazione nella stampa di scontrini fiscali in supermercati, pompe di benzina e ricevute di vario genere avviene solo negli ultimi anni, con la stampa termica diretta, dopo che questo sistema sembrava ormai in disuso.

Per riconoscere uno scontrino in carta termica da uno in carta normale potete fare una prova: avvicinate un accendino allo scontrino (non troppo!), se si tratta di carta termica inizierà a colorarsi in prossimità della fonte di calore, proprio per l’effetto chimico del reattivo con il colorante. Ovviamente fatelo con uno scontrino che non vi serve più, perché una volta innescata la reazione lo scontrino sarà per lo più illeggibile.